Progetti

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  • Villaggio di Utale 2   ( 0 articoli )

     

    “Togliamo le bende dai nostri occhi” è un progetto nato l’anno scorso dopo l’esperienza vissuta in Malawi nell’agosto 2007 organizzata dai padri monfortani di Redona e in particolar modo da Padre Eugenio Cucchi.
    Il nostro impegno durante l’anno è stato quello di raccogliere fondi ed organizzare la realizzazione di una nuova cucina con salone per il villaggio dei lebbrosi di Utale2.

    Quest’estate tre ragazzi del gruppo, Carlo, Giorgia e Marco, accompagnati da altri 5 ragazzi, alla loro prima esperienza africana, hanno deciso di tornare in Malawi per vedere l’avanzamento dei lavori e raccogliere informazioni utili per il proseguimento del progetto durante i prossimi anni.
    Il nostro contatto principale è stato il vescovo di Mangochi Mons. Alessandro Pagani il quale si è incaricato della progettazione e dell’organizzazione dei lavori e si è preoccupato di sistemarci una piccola casetta nel villaggio di Utale 2 dove abbiamo soggiornato durante la nostra permanenza.
    E’ stata un’esperienza fantastica poter vivere in maniera così intensa all’interno del loro villaggio, adattandoci alle loro usanze, ai loro ritmi, al loro modo di pensare, di parlare, di pregare. Il parroco del posto, Fr Francis Kachere, è stato molto disponibile nel farci da accompagnatore e da traduttore.

    Il primo giorno abbiamo subito fatto visita al lebbrosario dove abbiamo visto la cucina con il salone che stanno costruendo; è un edifico molto bello e ben costruito, stanno realizzando il caminetto e poi mancano solo il pavimento e le ultime finiture.

    Il refettorio costruito ad Utale 2


    Abbiamo incontrato i 44 lebbrosi che ora risiedono nel villaggio e abbiamo distribuito loro coperte, sapone, piatti, vestiti e riso. Difficile descrivere la loro gioia, i loro sorrisi, i canti e i balli fatti per ringraziarci. Il capo villaggio ci ha poi ringraziati ufficialmente nel suo emozionante discorso dicendosi veramente felice per il nostro arrivo e per l’aiuto che stavamo dando loro.


    Nei giorni successivi abbiamo organizzato due incontri ai quali hanno partecipato il parroco, il grande capo villaggio, il responsabile dell’ospedale, Michael e il Sig. Giuseppe Assolari e moglie. Quest’ultimi fanno parte dell’associazione “Insieme per il Malawi” ed erano con noi perché attratti dal nostro progetto e disposti a sostenerci e affiancarci nel portarlo avanti. Michael è un ragazzo malawiano stipendiato dalla loro associazione  per curare i rapporti tra Italia e Malawi per tutti i loro progetti e il loro grande aiuto viene proprio dal metterci a disposizione questa persona per tenerci costantemente aggiornati dell’avanzamento dei lavori.


    Il nuovo progetto prevede di dare un aiuto non più solo ai lebbrosi ma a tutta la comunità di Utale 2, la quale è composta da 11 villaggi disposti su una vasta area che contano circa 9000 abitanti.


    Durante questi due incontri si è discusso delle necessità più importanti presenti all’interno della comunità:

    • Costruzione di n° 3 pozzi nei villaggi in cui mancano e di n° 1 pozzo nei pressi dell’ospedale

    • Sostenere e sviluppare l’agricoltura, sfruttando il vicino fiume Rivirizi per l’irrigazione e fornendo sementi e fertilizzanti

    • Costruzione di un scuola materna per garantire una formazione educativa ai bambini fino ai 5 anni

    • Sistemazione di un’area dell’ospedale per creare un’infermeria dedicata alla sola cura dei lebbrosi

    • Rifornimento di medicinali per l’ospedale

    • Rifornimento di grano, zucchero, sale, olio e vestiti per i lebbrosi che non hanno possibilità di lavorare

    • Ristrutturazione delle cucine delle casette dei lebbrosi

    Evidentemente sono molte cose e alcune anche di non semplice realizzazione però l’idea condivisa da tutti è quella di preparare un progetto a lungo termine costituito da tutte le necessità emerse ed organizzare un piano operativo fatto di piccoli steps che poco a poco ci porteranno a realizzare quanto possibile.


    Il punto centrale del progetto sarà di collaborare il più possibile con gli abitanti del villaggio di Utale 2 sia nelle scelte da prendere sia nella realizzazione vera e propria di quello che si deciderà di fare.


    In questo senso si è già creata una piccola commissione che abbiamo avuto modo di incontrare pochi giorni prima di partire in presenza anche del vescovo Mons. Alessandro Pagani. Tale commissione è composta da:

    1. Grande capo villaggio: Matthias Kantwanje

    2. Presidente: Marven Namakhwa

    3. Vice presidente: David kankhwani

    4. Segretario: Flora Mitiche

    5. Vice segretario: Steveria Eliko

    6. Tesoriere: Oblen kachala

    7. Vice tesoriere: Francis Ndaona

    8. Membro della commisione: Felister Solario

    9. Membro della commissione: William Ndaona

    10. Membro della commissione: Meria Kualiranji

    A questi si aggiungeranno il parroco, Fr Francis Kachere, il dottore dell’ospedale e due persone che sono il responsabile e il progettista di tutti i lavori del vescovo nella diocesi.


    Al termine di quest’ultimo incontro si è deciso che la collaborazione degli abitanti degli 11 villaggi consisterà nel costruire mattoni che poi utilizzeremo per realizzare qualcosa per l’intera comunità.

    L’organizzazione dei lavori sarà divisa in tre fasi:

    • Fase A : La commissione si riunirà e deciderà quanti mattoni potranno costruire nei vari villaggi e di quanto grano hanno bisogno. Verranno loro forniti degli stampi per facilitare e velocizzare i lavori.

    • Fase B : Il nostro gruppo fornirà ai villaggi il grano di cui necessitano e la distribuzione verrà controllata dal Vescovo e dal parroco. Inoltre daremo i fondi per la realizzazione di uno o due pozzi (in base a quanto riusciremo a raccogliere). Il costo di un pozzo è stimato intorno ai 3500 euro mentre per 100 sacchi di grano servono circa 1500 euro.

    • Fase C : Il progettista del Vescovo deciderà insieme alla commissione come utilizzare i mattoni che verranno costruiti. Si deciderà quindi quale costruzione sarà più necessaria e indispensabile per l’intero villaggio e noi ci impegneremo a raccogliere fondi per permetterne la realizzazione.

    L’augurio che ci facciamo è quello di poter portare avanti questo progetto come gruppo di amici, come giovani impegnati di Bergamo. Il nostro impegno sarà indirizzato soprattutto alle persone povere e felici che abbiamo incontrato in Malawi ma anche a tutta la gente che incontreremo per i paesi e ci chiederà di parlare dell’Africa, a tutti coloro che si dimostreranno sensibili alle nostre iniziative e vorranno trovare il modo di essere d’aiuto ai più bisognosi.


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  • Togliamo le bende dai nostri occhi   ( 0 articoli )

     

    Presentazione del gruppo

    Siamo un gruppo di 15 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 21 e 35 anni provenienti da diverse zone della bergamasca e 3 di Barletta (Bari). Accomunati dallo stesso desiderio di conoscere e vivere in prima persona l’Africa ci siamo ritrovati presso il centro dei Padri Monfortani di Redona. Qui con la guida di p. Angelo Assolari abbiamo iniziato un percorso di preparazione al viaggio.
    Quest’estate, dal 29 luglio al 22 agosto, abbiamo visitato il Malawi venendo a contatto con diverse realtà, in particolare quelle di Balaka e Mangochi.
    Una volta arrivati in Malawi grazie a p. Eugenio Cucchi abbiamo avuto l’opportunità di visitare un Paese ricco di contrasti: da un lato molto accogliente e affascinante da un punto di vista paesaggistico e umano e dall’altro altrettanto  povero e bisognoso d’aiuto.
    Per questo motivo una volta tornati a casa ci è sembrato doveroso continuare il nostro cammino cercando di realizzare un progetto che ci permettesse di aiutare una delle realtà che ci ha più colpito durante il nostro viaggio: il lebbrosario di Utale.
     


    Il Malawi

    Il Malawi è uno dei Paesi più poveri dell’Africa.
    Alcuni dati:

    • popolazione: 12.337 milioni di abitanti;
    • é uno fra i 10 paesi più poveri del mondo;
    • é spesso colpito da catastrofi (alluvioni,  siccità, carestie);
    • reddito medio annuo pro-capite: 100 dollari;
    • é uno dei paesi dell’Africa più seriamente colpiti dall’epidemia di AIDS.

    La lebbra è un problema che riguarda soltanto alcune regioni del paese. In seguito al programma nazionale di lotta alla lebbra  il numero di casi nuovi è diminuito gradualmente fino a circa 170-200 nuovi casi all’anno. Le persone ammalate sono stimate essere circa 3000.
    Un problema è che nella diverse province dove la lebbra è endemica, non c’è personale formato per diagnosticare e curare la malattia. Per questo sono necessari  progetti per:

    • garantire l’accesso ai servizi sanitari nelle aree meno coperte
    • individuare e curare i casi di lebbra nelle aree isolate
    • realizzare interventi di prevenzione e cura della malattia per arrestare la diffusione del contagio
    • educare la popolazione a nozioni sanitarie di base
    • formare personale locale per garantire sul posto la costante presenza di operatori qualificati
    • riabilitare fisicamente e reinserire socialmente i malati guariti


    La missione di Utale

    Il villaggio di Utale si trova nella regione centrale del Malawi, in una zona totalmente rurale, lontana circa una ventina di kilometri dalle principali vie di comunicazione. E’ situata sulla sponda destra del grande torrente Rivirizi, che poi affluisce al fiume Shiré.
    In questo villaggio i missionari Monfortani a partire dal 1929 realizzarono un centro per l'accoglienza e la cura di lebbrosi. La malattia era molto diffusa e il contagio sempre più frequente.
    In quegli anni arrivarono a Utale le Suore Monfortane, le Figlie della Sapienza, che diverranno una presenza importantissima per la cura degli ammalati, la visita ai villaggi e la promozione della donna.
    Accanto alla chiesa della missione venne costruito un piccolo villaggio con semplici abitazioni, una cucina e un'infermeria per rispondere ai bisogni principali delle persone affette da lebbra. I primi pazienti incominciarono ad arrivare nel 1931. Solo un anno dopo erano già più di cento.  Molte di queste persone furono curate e guarirono completamente, facendo così ritorno ai rispettivi villaggi.
    Il lebbrosario era gestito dai missionari e dalle suore Figlie della Sapienza che garantivano una presenza continua e qualificata accanto ai lebbrosi.
    Le suore agli inizi degli anna settanta  si traferirono a Balaka dove costruirono un ospedale con sala chirurgica specializzato per la cura e gli interventi sui lebbrosi. Dopo circa dieci anni questo ospedale fu dato in gestione ad un organismo internazionale "Lepra" che lo gestì per altri vent'anni. Questo ospedale era l'unico che serviva tutto il Malawi con una rete capillare per seguire gli ammalati nei loro villaggi. Oggi tutto è ritornato in mano del governo e l'ospedale  è un ospedale comune come gli altri. Non esiste più nessun centro specializzato.
    Attualmente la situazione è diversa, ma ancora e  ugualmente preoccupante. La lebbra non è più considerata un'emergenza ma rimane un problema sia medico che sociale di grande portata.
    Al momento ad Utale sono ospitate circa quaranta persone, provenienti da tutto il Malawi. Si tratta in gran parte di persone anziane o comunque impossibilitate a guadagnarsi da vivere con le proprie forze.
    Il compito di prendersi cura di queste persone è affidato non più ai missionari ma alla comunità parrocchiale che provvede loro oltre alle cure necessarie anche cibo, coperte e vestiario. Si tratta di uno sforzo notevole, spesso al di là delle reali possibilità offerte da una debolissima economia di sussistenza.

    Il nostro desiderio sarebbe quello di aiutare la comunità parrocchiale in questo sforzo per venire incontro alle necessità delle persone affette da lebbra e garantire loro una vita serena nonostante le difficoltà dovute alla malattia.


    Obiettivi del progetto

    A breve termine:

    1. Garantire il sostentamento alimentare
    2. Generi di prima necessità (coperte, vestiti…)
    3. Ausili sanitari (carrozzelle, stampelle,garze…)

    A lungo termine:

    1. Infermeria (rifacimento struttura)
    2. Costruzione cucina comune
    3. Ingrandimento villaggio


    Budget previsionale


    • Per i primi 3 obiettivi la stima è di ca. 200 €/persona all’anno → 8.000 €/anno.
    • Il nostro impegno sarà rivolto soprattutto al mantenimento di questi nel corso degli anni.
    • Per quanto riguarda l’infermeria il costo stimato per la piastrellatura, il rifacimento dell’impianto idrico-sanitario (doccia + lavabi) e l’acquisto di presidi sanitari (lettino medicazioni, ferri chirurgici, bende, garze sterili, farmaci, set medico-chirurgici e armadio-deposito) la stima è di ca. 12000 €.
    • L’allestimento della cucina (opere in muratura e pentolame vario) verrebbe a costare all’incirca 15000 €.
    • La stima per ogni nuova abitazione (opere in muratura e  mobilio essenziale) è di ca. 5000 €.

     


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  • Casa dello staff   ( 0 articoli )

     

    Costruzione realizzata nel 2009 per ospitare le suore e lo staff che si prende cura dei lebbrosi di Utale 2

    La casa dello staff

    La casa dello staff

    La casa dello staff


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  • N.R.U.   ( 0 articoli )

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  • Impianto di Irrigazione   ( 1 Articolo )

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