Le news
Malawi - Agosto 2009 Stampa E-mail
Venerdì 17 Aprile 2009 12:28

Quest’estate saremo in 13 giovani ad andare in Malawi per tre settimane.

Preparatevi al racconto del nuovo viaggio!

 
Consegnati i soldi al vescovo Pagani Stampa E-mail
Venerdì 17 Aprile 2009 12:27

Abbiamo consegnato 15000 euro raccolti grazie alla vendita delle noci a Mons. Alessandro Pagani.

Con questi soldi potranno essere ultimati i lavori per la costruzione della casa per il personale ospedaliero,

che il vescovo assicura procedono alla grande.

Abbiamo avuto anche la possibilità di discutere i prossimi progetti da realizzare.

 
Incontro col Vescovo Pagani Stampa E-mail
Sabato 28 Febbraio 2009 14:32

Il 03 marzo verrà in Italia il Vescovo Pagani. Ci stiamo organizzando per incontrarlo per gli aggiornamenti sull’avanzamento del progetto. Stiamo inoltre organizzando il viaggio di quest’estate, se ci fosse qualcuno di interessato si faccia sentire il prima possibile.

 
Report 7 febbraio 2009: secondo incontro Stampa E-mail
Sabato 28 Febbraio 2009 14:27

Al secondo appuntamento di Giovani Passi ci fermiamo ancora sulla parola ASCOLTO ma questa volta ne parleremo in modo diverso...

Faremo un passo oltre la condivisione dei motivi che ci hanno spinti a partecipare a questi incontri e tentiamo di raccontarci cosa significa per noi “ascoltare” rispetto al tema della sensibilità missionaria.

Don Serafino ci introduce al tema attraverso la lettura di un’intervista ad un medico da anni volontario in Africa che racconta di quanto siano state fondamentali per lui le testimonianze delle persone incontrate durante i suoi viaggi: fondamentali perchè il mettersi in ascolto gli ha dato la possibilità di dare significato alle esperienze vissute e gli è servito da stimolo per continuare a mettersi in gioco in prima persona per il prossimo.

A tale proposito ci siamo quindi interrogati rispetto all’ascolto di esperienze, racconti, sul significato vero del porsi in atteggiamento di ricezione attiva...e sono usciti spunti davvero interessanti!

Betta, che ha vissuto diverse volte e per lunghi periodi l’esperienza di missionarietà in Malawi  ci racconta che al primo viaggio ci si sente come una scatola vuota, tutta da riempire di storie, volti, immagini e che già dal secondo viaggio invece il significato di ascolto cambia e diventa un porsi domande, mettersi in discussione: diventa la chiave vera per comprendere la missione!

Qualcuno aggiunge che ascoltare è lasciare spazio all’altro per farsi conoscere e quindi per non arrivare a conclusioni affrettate, che l’ascolto comprende già l’interesse rispetto a ciò che ti verrà raccontato e questo ti permette di aprire gli occhi su nuove realtà.

Per questo motivo c’è chi sottolinea che l’ascolto è una scelta e quindi bisogna decidere a cosa dare ascolto e su cosa rimanere in ascolto, perché ascoltarsi è atteggiamento da vivere nella quotidianità delle nostre azioni: abbiamo infatti bisogno di riscoprirci tra di noi, con i nostri vicini, di riascoltarci e di condividere la bellezza di essere missionari nella ferialità.

Una provocazione molto interessante giunge da chi ci esorta a non trascurare di recuperare ciò che un tempo ci ha colpiti, a saper cogliere nelle casualità delle buone occasioni e di conseguenza decidere di rispondere a ciò che si è ascoltato.

In conclusione abbiamo condiviso che è necessario educarsi all’ascolto, fare esercizio perché è un impegno tanto bello quanto difficile. Infatti il rischio spesso è quello di non ascoltare per tutelarsi, per sentirsi protetti da ciò che dall’esterno può arrivare e sconvolgere la nostra routine oppure di addomesticare l’alterità e quindi omologarla senza più bisogno di sentire ciò che ha da dirci.

Ascolto è quindi uno spazio libero in cui vi è una sospensione del giudizio: è ciò che attraverso questi incontri vorremmo vivere tra noi giovani per ritornare ad ascoltare noi stessi e gli altri, per fare spazio alle esperienze che vivremo e ai racconti che ascolteremo ma anche per vivere da missionari nella quotidianità.

 
Report 10 gennaio 2009: primo incontro Stampa E-mail
Sabato 28 Febbraio 2009 14:26

Per questo primo incontro decidiamo di partire dalla parola ASCOLTO, suggerita da Giovanni, per condividere i nostri racconti.

Ma ascolto di cosa? e come?

Guidati da Don Serafino, il prete che ci segue in questa iniziativa, decidiamo di raccontarci i motivi che ci hanno spinti ad uscire di casa per venire a questo incontro; decidiamo di metterci in ascolto delle storie di ognuno per lasciarci interrogare sulla nostra disponibilità missionaria,sulla nostra sensibilità e sulle nostre curiosità!

Quello che esce è un insieme variopinto di racconti, esperienze, testimonianze, dubbi e desideri che muovono dei giovani che hanno voglia di lasciarsi provocare dal mondo, che non vogliono rimanere spettatori immobili ma protagonisti di esperienze forti.

C’è chi vorrebbe essere d’aiuto per qualcuno e dice che è bello che dei giovani si fermino a riflettere su temi importanti, c’è chi vuole recuperare un’occasione persa dopo un viaggio missionario in Ecuador che non ha avuto seguito nella quotidianità, chi si è lasciato spingere dalla forza delle testimonianze di chi ha vissuto esperienze in Malawi, chi ha apprezzato il lavoro di un gruppo di giovani che crede alle cose che fa e le fa con passione.

E accanto a tutto ciò ci stanno la curiosità nata da alcuni incontri, la volontà di comprendere cosa si può e si vuole condividere con gli altri, il desiderio di riscoprire il valore delle cose semplici e di mettersi alla prova andando lontano da casa.

Tutti questi racconti ci fanno comprendere il vero significato di ascolto, che implica un’apertura, un passo oltre il sentire, una rielaborazione delle esperienze proprie e altrui per sentirsi sostenuti nelle scelte e nei progetti che intendiamo portare avanti.

Concludiamo l’incontro con le parole di Don Serafino che ci invita ad aiutarci vicendevolmente a non essere spettatori passivi, che attendono solo che qualcosa li interessi e che quindi se  non ricevono stimoli dall’esterno si lasciano andare.

Ci ricorda inoltre di quanto la buona riuscita dell’esperienza di Giovani Passi dipenda da noi ragazzi che partecipiamo, da quanto ci prenderemo a cuore l’iniziativa e la condivisione con gli altri.

 
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